Comitato Acqua e Servizi - Occhiobello

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Sentenza Positiva del Giudice di Pace contro PolServzi

 

               

 




Poleservizi:il TAR boccia gli aumenti retroattivi

Massima soddisfazione per la sentenza del TAR Veneto che, confermando ciò che sosteniamo da oltre due anni, sancisce l’illegittimità degli aumenti retroattivi stabiliti dall’Assemblea di Sindaci dell’ATO Polesine, e applicati sulle bollette di cittadini e aziende polesani. Si tratta non solo di un atto di giustizia che restituirà agli utenti alcuni milioni di euro indebitamente richiesti da Polesine Servizi, ma anche di una piccola vittoria per chi da anni si batte, inascoltata dalla stragrande maggioranza dei Sindaci (anche di centrosinistra) per la gestione corretta e trasparente del servizio idrico.

   È bene ricordare come la famosa delibera del 4 ottobre 2006, ora in parte annullata dal TAR, fosse in realtà parte integrante di un’operazione promossa dalle maggiori forze politiche, condivisa da quasi tutti i Sindaci polesani, ma fortemente osteggiata dal nostro comitato e dal partito della Rifondazione Comunista, la quale mirava (e lo ha fatto) a salvare un’azienda pubblica messa in crisi dalla pessima gestione della peggiore politica della nostra provincia scaricandone i costi sui cittadini. E così è stato. I cittadini hanno pagato il salvataggio di Polesine Servizi tre volte:

    * con la ricapitalizzazione da parte dei Comuni per circa 2 milioni di euro;
    * con il taglio degli investimenti previsti dal piano d’ambito (e quindi con un peggioramento della qualità del servizio);
    * con un consistente aumento delle tariffe che è andato a pesare soprattutto sulle famiglie più numerose.

   Rifondazione, con l'avvallo del nostro comitato, si è sempre opposta pubblicamente e nei Consigli Comunali a queste operazioni, proponendo la liquidazione dell’azienda e, soprattutto, un’azione di responsabilità nei confronti degli ex-amministratori, responsabili, a nostro avviso, dello sfacelo di Polesine Servizi. Azione di responsabilità che, è bene ricordarlo, in un’altra assemblea dell’ATO i Sindaci hanno rinunciato ad intraprendere. Ma su questo fronte attendiamo fiduciosi l’esito delle indagini della Corte dei Conti, da noi più volte sollecitate e ad oggi in corso.

   Addirittura, l’aumento delle tariffe (che per alcune famiglie ha significato un aumento annuo fino ad oltre 250 euro!) deciso ad ottobre 2006 è stato fatto partire retroattivamente dal gennaio dello stesso anno. Un atto palesemente illegittimo, come denunciammo subito, invitando e promuovendo ricorsi alla giustizia civile e amministrativa. Una giustizia che oggi ci dà ragione e, soprattutto, dà ragione agli utenti. È grave però, ed è bene che i cittadini ne siano consapevoli, che questa sentenza palesa l’illegittimità di un provvedimento votato quasi all’unanimità dai Sindaci da loro eletti. Gli stessi Sindaci che rifiutano una doverosa azione di responsabilità nei confronti degli ex-amministratori di Polesine Servizi che, per quanto ci riguarda, continueremo a proporre.

   Nel frattempo auspichiamo che la restituzione delle somme pagate e non dovute venga restituita agli utenti per intero e in tempi brevi e, a tal fine, informeremo tutti i cittadini di questo loro diritto con i mezzi a nostra disposizione.

   Auspichiamo anche che le somme da restituire non vengano poi recuperate dalle tasche dei cittadini con ulteriori aumenti. Un’ipotesi non così remota, visto il modo di gestire il servizio che abbiamo avuto modo di conoscere finora.

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